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Lombardia, il latte in cooperativa vale il 35,4% in più rispetto al mercato

Lombardia, il latte in cooperativa vale il 35,4% in più rispetto al mercato Le cooperative aderenti a Confcooperative producono da sole l’80% del fatturato
della filiera agroalimentare cooperativa.
Mantova, Cremona, Brescia sono il cuore produttivo della cooperazione agroalimentare regionale.
Il lattiero caseario è il settore trainante della filiera produttiva cooperativa lombarda.

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In Lombardia, il latte in cooperativa vale il 35,4%* in più rispetto al mercato. Nel 2024 (secondo i dati rilevati da Confcooperative Lombardia a dicembre 2025 link report) la cooperazione agroalimentare lombarda ha garantito un vantaggio economico significativo agli allevatori soci che hanno conferito il loro latte in cooperativa. Un dato che conferma la capacità della cooperazione di generare valore per gli allevatori e di redistribuirlo lungo la filiera. Proprio questa dinamica evidenzia il valore del modello cooperativo: nelle fasi favorevoli consente di esprimere elevate performance, mentre nei momenti complessi e di difficoltà, come quello attuale, rappresenta uno strumento insostituibile di protezione e mutualità per i soci, soprattutto se integrato con l’azione dei consorzi di tutela. È quanto emerso oggi a Montichiari (Brescia) all’assemblea regionale di Confcooperative Agroalimentare Lombardia, la federazione di Confcooperative Lombardia che rappresenta 187 cooperative attive in diversi comparti: filiere zootecniche, lattiero caseario, carni, servizi per l’agricoltura, la zootecnia e l’agroalimentare, con 29.504 soci, 4.743 lavoratori e un fatturato di 4,4 miliardi di euro. Nel corso dell’assemblea è stato eletto Stefano Pezzini come nuovo presidente di Confcooperative Agroalimentare Lombardia. Mantovano, 57 anni, Pezzini è un agricoltore originario di Cavriana (Mantova). Dal 2006 è presidente della cooperativa Latteria San Pietro di Goito (MN), che produce oltre 80.000 forme di Grana Padano DOP all’anno. È consigliere del Consorzio Tutela Grana Padano e presidente del neocostituito Distretto del Cibo “Mantua Food”, realtà che promuove le filiere d’eccellenza dell’agroalimentare mantovano. “La cooperazione è ciò che permette al sistema agroalimentare di generare non solo valore economico, ma bene comune: tutela del territorio, stabilità per le imprese, qualità per i cittadini. Dove questo modello funziona, anche in Lombardia, crea filiere più forti e comunità più solide. È da qui che dobbiamo ripartire: meno individualismo e più responsabilità condivisa”, ha commentato il neopresidente Pezzini. Durante i lavori è emerso come la cooperazione agroalimentare sia in grado di presidiare l’intera filiera, dalla produzione alla trasformazione, con un modello che garantisce stabilità, valorizza la materia prima, sostiene il reddito delle imprese agricole, rafforza la competitività del sistema agroalimentare lombardo. La cooperazione si conferma un asse portante dell’agroalimentare regionale. Sul piano economico, sono 3 le province che da sole generano l’80% dell'intero fatturato della cooperazione agroalimentare lombarda: Mantova (con il 33,1% del fatturato), Cremona (24,6%) e Brescia (21,7%) sono il cuore produttivo della cooperazione agroalimentare della regione. Inoltre, la forte concentrazione delle cooperative nelle aree geografiche regionali a maggiore vocazione agricola si conferma anche guardando i principali poli cooperativi regionali per numero di imprese, dove spiccano Brescia con il 21,4% e Mantova con il 19%. In questo contesto generale, Confcooperative Lombardia ha un ruolo di guida sostanziale, con le imprese aderenti che producono l’80% del fatturato della filiera. Guardando ai settori produttivi, la principale specializzazione della cooperazione agroalimentare in Lombardia è rappresentata dal settore lattiero-caseario, che registra il 38,8% del totale delle cooperative. Di queste, ben 7 su 10 sono aderenti a Confcooperative e producono oltre il 65% del latte lombardo contribuendo in modo determinante anche alla produzione nazionale, con circa il 30% del latte italiano. Ancora più marcata la presenza nella trasformazione: oltre il 65% del Grana Padano DOP è prodotto dai soci di Confcooperative in Lombardia, Veneto, nelle province di Piacenza e Trento, confermando la centralità del modello nelle principali filiere di qualità. Guardando alla dimensione d’impresa, in Lombardia le cooperative di medie e grandi dimensioni rappresentano oltre il 30% del totale. La filiera agroalimentare cooperativa lombarda resta comunque caratterizzata da una prevalenza di microimprese (47%). Il quadro cambia se si considerano le aderenti a Confcooperative: in questo caso, il peso del sistema cresce all’aumentare della dimensione aziendale. Il 75% delle grandi cooperative fa riferimento a Confcooperative, quota che si mantiene elevata anche tra le medie (66,7%). *Il dato è una media regionale che riflette la pluralità dei contesti produttivi, comprendendo sia le aree montane, sia le produzioni legate alle principali Dop casearie, come Grana Padano e Parmigiano Reggiano.
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