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LATTE e FORMAGGI

Settore lattiero-caseario: diffuse le Linee guida per il controllo di STEC nel latte non pastorizzato e nei prodotti derivati

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Informiamo che il Ministero della Salute ha diffuso ieri un documento contenente una serie di indicazioni e prassi da seguire per la mitigazione del rischio correlato alla presenza di E.Coli STEC nei prodotti derivati da latte crudo a compimento di un lavoro durato tre mesi al quale ha preso parte anche la nostra organizzazione. 

Confcooperative Fedagripesca ha infatti partecipato proattivamente al “Tavolo di lavoro per la mitigazione del rischio correlato ai ceppi STEC nel latte crudo e prodotti derivati”, istituito dal Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute On. Marcello Gemmato e volto a individuare soluzioni tecniche alla gestione del crescente rischio di contaminazione da ceppi STEC nei prodotti lattiero-caseari ottenuti da latte crudo che, in alcuni casi, possono evolvere in forme gravi come la sindrome

emolitico-uremica (SEU).

I lavori del Tavolo, a cui hanno partecipato altri rappresentanti delle principali Associazioni di produttori, oltre che del MinSal, del Masaf, dell’Istituto superiore di Sanità e degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, si sono concentrati sull’individuazione di possibili strumenti e processi di gestione del rischio sia nel settore della sicurezza alimentare che nella sorveglianza e prevenzione delle infezioni in ambito umano.

Sul fronte produttivo, anche su nostra indicazione, si è addivenuti all’elaborazione di specifiche “Linee guida per il controllo di STEC nel latte non pastorizzato e nei prodotti derivati” in modo da supportare gli operatori del settore nella gestione del rischio attraverso:

·  indicazioni di dettaglio relative alle misure di controllo applicabili nelle fasi di produzione primaria, trasformazione e distribuzione;

·   l’introduzione di un’etichettatura informativa nei casi in cui non sia possibile garantire una totale mitigazione del rischio;

·  indicazioni sul ruolo delle analisi, i suoi limiti, i piani di campionamento, la modalità di espressione dei risultati e le azioni che si possono intraprendere in base agli esiti.

Il documento viene completato con una parte relativa alla descrizione del ruolo e compiti dell’Autorità Competente che si esplica, in sintesi, nell’attività di controllo ufficiale lungo la filiera alimentare e con la raccolta in appendice di Challenge test effettuati su formaggi italiani che può fornire considerazioni utili per una classificazione orientativa dei livelli di rischio delle diverse tipologie di formaggi.

In attesa della conclusione dell’iter parlamentare delle proposte di legge depositate e della definizione delle migliori azioni da intraprendere all’interno del sistema confederale per informare e formare gli operatori circa il contenuto di questo documento, vi preghiamo di diffondere quanto più possibile tali linee guida, soprattutto nei contesti in cui è usuale la produzione di latte crudo e prodotti derivati non sottoposti a trattamenti termici o stagionature particolarmente lunghe.

Alleghiamo il documento per opportuna diffusione e la nota di accompagnamento del Ministero.

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