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PRATICHE SLEALI, ALLEANZA COOPERATIVE: “PARLAMENTO SOSTENGA ESCLUSIONE RAPPORTO SOCIO-COOPERATIVA DALL’AMBITO DI APPLICAZIONE DELLA PROPOSTA DIRETTIVA UE”

PRATICHE SLEALI, ALLEANZA COOPERATIVE: “PARLAMENTO SOSTENGA ESCLUSIONE RAPPORTO SOCIO-COOPERATIVA DALL’AMBITO DI APPLICAZIONE DELLA PROPOSTA DIRETTIVA UE”

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“Una grave lacuna che è necessario sanare”. Cosi l’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari considera la mancata esclusione dei conferimenti di prodotti agricoli e alimentari che gli agricoltori fanno alle loro cooperative dall’ambito di applicazione della proposta di Direttiva sulle pratiche sleali attualmente in discussione a Bruxelles. Lo ha detto Giorgio Mercuri, Presidente Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, intervenendo oggi all’audizione sulle Pratiche commerciali sleali della filiera alimentare svoltasi presso le Commissioni riunite Attività produttive e Agricoltura della Camera dei Deputati.

“Che il rapporto tra agricoltore e cooperativa venga esentato dall’ambito di applicazione della Direttiva è un’esigenza avvertita anche da altri paesi”, ha spiegato Mercuri. “Ne è prova che al parlamento europeo sono stati presentati in questi mesi diversi emendamenti che vanno in tale direzione. Noi oggi chiediamo che il Parlamento Italiano sostenga la necessità che venga riconosciuta la specificità del rapporto socio-cooperativa, escludendolo dall’ambito di applicazione”.

“Il conferimento in cooperativa non può infatti in alcun modo essere accomunato – ha spiegato Mercuri –ad una qualsiasi vendita fata da un’impresa agricola ad un commerciante terzo. È per questo motivo che la normativa italiana, nel decreto ministeriale applicativo dell’art. 62 del Decreto Legge n. 1/2012, evidenzia alcune specificità che per loro natura sono state valutate estranee al mondo delle cessioni di prodotto in cui si annidano pratiche commerciali sleali; prima fra tutte il rapporto tra agricoltore e sua cooperativa che si concretizza con il conferimento del prodotto.

“Nell’ordinamento giuridico italiano – ha spiegato Mercuri - la cooperativa agricola associa imprenditori agricoli allo scopo di remunerare alle migliori condizioni di mercato possibile il prodotto agricolo portato in cooperativa dal socio. Mentre una società tradizionale compra materia prima al minor prezzo possibile per vendere al maggior prezzo possibile e fare utile, la cooperativa ha come obiettivo remunerare il socio al miglior prezzo possibile: al termine dell’esercizio, verificati i ricavi conseguiti e i costi sostenuti, va a determinare l’importo complessivo imputabile al costo delle materie prime conferite dai soci. Qualora il rapporto di conferimento tra socio agricoltore e cooperativa venisse compreso nell’ambito di applicazione della direttiva, sarebbe necessario adeguare anche l’ordinamento giuridico italiano in materia di cooperazione a tale direttiva e procedere alle modifiche statutarie. Ma è del tutto evidente come non sussistano i presupposti per intervenire con disposizioni normative specifiche a tutela dell’agricoltore, dal momento che una cooperativa, in quanto prolungamento dell’azienda del socio, opera nell’esclusivo interesse dei propri soci”.
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