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"LE TECNICHE DI MIGLIORAMENTO GENETICO FONDAMENTALI PER AGRICOLTURA DEL FUTURO”

"LE TECNICHE DI MIGLIORAMENTO GENETICO FONDAMENTALI PER AGRICOLTURA DEL FUTURO” Alla luce delle nuove esigenze di produttori ed agricoltori è quanto mai necessario un ordinamento legislativo comunitario al passo con i tempi”. Così Alleanza delle Cooperative Agroalimentari ritorna sulla sentenza della Corte di giustizia Europea sulle innovazione genetiche.

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Roma, 6 agosto 2018 – “Il miglioramento genetico non Ogm è fondamentale per rispondere alle esigenze di sostenibilità della nostra agricoltura e dell’economia. Tali tecniche rappresentano infatti una delle migliori risposte ai cambiamenti climatici e danno un contributo importante alla realizzazione di un’agricoltura green che riduca l’utilizzo della chimica, alle esigenze dell’alimentazione del futuro”. Così il Presidente di Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Giorgio Mercuri ritorna a commentare la sentenza della Corte Ue che nei giorni scorsi aveva considerato transgenico un organismo o una varietà di pianta ottenuti da un incrocio della stessa specie senza inserimento di un Dna estraneo.

“Il miglioramento delle tecniche varietali non transgeniche – spiega Mercuri - può rappresentare una leva importante anche per non dipendere più dalle grandi multinazionali, poiché rafforza il ruolo della ricerca pubblica che in questo campo esprime già oggi vere e proprie eccellenze”.

La sentenza della Corte Ue aveva relegato ad OGM un organismo figlio di incroci della stessa specie ma ottenuto con tecniche innovative che, secondo Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, “sono peraltro molto più precise di quelle tradizionali e danno origine a processi di mutazione assai simili a quelli che avvengono spontaneamente in natura”.

“Il risultato della sentenza non ha fatto altro che mettere in luce tutte le criticità di una normativa comunitaria in materia che ormai è datata”, conclude Mercuri. “Alla luce delle nuove esigenze di produttori ed agricoltori, è quanto mai necessario un’assunzione di responsabilità del Legislatore comunitario affinché doti l’ordinamento di disposizioni al passo con i tempi”.
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