“L'iniziativa intrapresa dall'Italia insieme a Bulgaria, Estonia, Lettonia e Portogallo segna un punto di svolta positivo e necessario per la salvaguardia del comparto ittico europeo, portando sul tavolo del Consiglio Agricoltura e Pesca di Bruxelles una richiesta di revisione urgente del regolamento Feampa per attivare misure straordinarie e sostegni diretti alle imprese”. Così Paolo Tiozzo vicepresidente Confcooperative Fedagripesca l’iniziativa dei cinque Paesi europei che hanno promosso una discussione informale al Consiglio Agricoltura e Pesca in corso oggi a Bruxelles, chiedendo una revisione urgente del regolamento Fondo europeo affari marittimi pesca e acquacoltura (Feampa) La crisi, acuita dalle tensioni in Medio Oriente, ha spinto i costi energetici a livelli insostenibili, rendendo l'attività in mare economicamente proibitiva per migliaia di armatori e pescatori.
I dati diffusi da Confcooperative Fedagripesca confermano la gravità della situazione, evidenziando come l'incidenza del gasolio sui costi totali di gestione sia balzata dal tradizionale 30% a oltre il 60%, erodendo i margini di profitto e dimezzando di fatto i redditi degli equipaggi. "L'attivazione di misure d'emergenza – sottolinea Tiozzo- non è più procrastinabile poiché ci troviamo di fronte a una tempesta perfetta dove il rincaro dei costi operativi sta soffocando la nostra capacità produttiva e mettendo a rischio la continuità dell'approvvigionamento alimentare". Tiozzo ha poi aggiunto che "chiediamo alla Commissione Europea un atto di responsabilità per dare ossigeno alle imprese attraverso una semplificazione delle procedure e investimenti concreti nell'efficienza energetica, perché senza un sostegno immediato molte imbarcazioni saranno costrette a restare in banchina definitivamente, con danni sociali ed economici incalcolabili per le nostre comunità costiere".
La nota informativa presentata dalle cinque capitali sottolinea proprio come la flessibilità nell'uso dei fondi europei sia l'unica strada percorribile per attrarre nuovi lavoratori e garantire un futuro a un settore già strutturalmente sotto pressione, trasformando una crisi congiunturale in un'opportunità di ammodernamento e resilienza per l'intera flotta mediterranea e continentale.