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Coprob Italia Zuccheri, Maccaferri nuovo presidente. Ravaglia entra in CdA

Coprob Italia Zuccheri, Maccaferri nuovo presidente. Ravaglia entra in CdA

Si rinnova il Consiglio di amministrazione del gigante cooperativo di Minerbio (Bologna) con un avvicendamento al vertice. Il nuovo presidente è Luigi Maccaferri, bieticoltore e membro del CdA da 12 anni. In CdA entra Daniele Ravaglia con delega allo sviluppo d’impresa. Coprob è rimasta l’unica azienda italiana dello zucchero, quasi 4.000 le aziende agricole associate in 7 regioni italiane. “Grazie al presidente uscente, Claudio Gallerani. Ereditiamo un modello che funziona, c’è ancora tanto da fare”.

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Importante novità nel mondo bieticolo-saccarifero, dopo 24 anni ininterrotti, Claudio Gallerani lascia la presidenza di Coprob Italia Zuccheri, a prendere la guida è Luigi Maccaferri, storico membro del Consiglio di amministrazione, da ieri presidente della grande cooperativa dello zucchero, con sede a Minerbio (Bo). "Sono onorato di rappresentare Coprob e desidero ringraziare il Consiglio di amministrazione per avermi dato fiducia. Soprattutto voglio ringraziare tutti i soci, vera forza della cooperativa” esordisce il neopresidente, attivo in prima persona nella coltivazione delle barbabietole da zucchero nell’azienda che conduce con la sorella a Crevalcore. A rinnovare il Consiglio d’Amministrazione, anche l’ingresso di Domenico Calderoni, presidente della cooperativa Agrisol e di Daniele Ravaglia, già direttore generale di Emil Banca e oggi vicepresidente di Confcooperative Terre d’Emilia, che avrà delega all’istruttoria dei progetti strategici e alla sostenibilità finanziaria. “L’esperienza in ambito agricolo di Calderoni sarà fondamentale e avere Ravaglia in squadra è una vera garanzia – afferma Maccaferri – la sua visione d’impresa, l’esperienza aziendale e la sua conoscenza dell’ambito finanziario ci saranno di grande aiuto nelle sfide che abbiamo davanti”. E per la grande coop dello zucchero le sfide di certo non mancano: “grazie alla lungimiranza di Gallerani oggi ereditiamo una grande realtà d’impresa, l’unica rimasta nel nostro Paese a produrre zucchero 100% italiano, valorizzando le produzioni dei bieticoltori italiani. Da fare rimane tanto: continuare nella valorizzazione del prodotto Italia Zuccheri, tracciato dal campo alla tavola, consolidare l'efficienza degli zuccherifici e riducendo i consumi e i costi. Soprattutto occorre consolidare la base sociale della cooperativa” spiega il presidente, facendo riferimento alle ben 3.992 aziende agricole socie di Coprob, presenti in sei regioni italiane (Emilia-Romagna, Marche, Veneto, Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia-Giulia), per un bacino bieticolo di 29mila ettari. “Si tratta di una responsabilità importante, la filiera di bieticoltura e trasformazione industriale dello zucchero che Coprob rappresenta è tutt’altro che scontata – continua Maccaferri – basti pensare che all’inizio degli anni 2000 nel Paese c’erano ben 19 zuccherifici, poi la riforma europea dello zucchero ha messo in grande difficoltà il settore e Coprob oggi è l’unica realtà che rappresenta lo zucchero italiano e compete con i giganti dello zucchero sul mercato nazionale”. Qual è stata la ricetta? “Abbiamo trasformato lo zucchero da semplice commodity, bene scambiato sulla base del solo rapporto prezzo-quantità, nell’ingrediente dolce del made in Italy, ossia in un prodotto da scegliere sulla base della sua qualità, del rapporto con il territorio in cui viene prodotto, della sostenibilità ambientale che garantiamo. Anche il forte impegno per le produzioni biologiche va in questa direzione. I nostri clienti ci scelgono perché sanno che c’è questo rapporto di responsabilità che collega il campo al mercato” argomenta Maccaferri. La cooperativa impiega 470 dipendenti e ha un fatturato che sfiora i 270 milioni di euro, per una produzione di oltre 200mila tonnellate di zucchero e un portafoglio clienti di circa 800 aziende. “Coprob è l’highlander dello zucchero italiano – spiega Ravaglia – una vera ricchezza per il territorio e per tutto il Paese.  Il mio contributo riguarderà specialmente l’ambito della finanza per lo sviluppo dell’impresa e i progetti strategici, si tratta di un ruolo davvero stimolante perché riguarda quella che è in assoluto una delle aziende tecnologicamente più evoluta nel settore agricolo e della trasformazione agroindustriale. Il rapporto con le banche può avere un ruolo fondamentale, soprattutto in un mercato, come quello dello zucchero, che vede in campo aziende molto grandi, con forti economie di scala e strategie commerciali aggressive. Coprob è un’eccellenza riconosciuta nel Paese, l’obiettivo è valorizzare gli elementi qualitativi e costruire le condizioni per fare ancora meglio”. Alla vicepresidenza di Coprob Italia Zuccheri rimangono Piero Cavrini e Giovanni Tamburini.

 

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